Senza far prediche ed in un contesto secolarizzato, credo sia ormai necessario aggiungere una beatitudine in quel discorso della montagna:
"beato chi restaura e non spreca, si garantisce il futuro"
In questa società in cui le virtù non son premiate, può solo esserci un alto impegno morale che può spingere l'individuo ad operare con un diverso stile su questo pianeta, non alte norme ed equivocabili sanzioni che mai giungeranno da eventi come quello di Copenaghen.
una beatitudine premiata dall'etica nuova.
anche se restaurare, recuperare, non distruggere mai l'esistente, ma porsi accanto e svilupparlo ... non sembra ancora una necessità, presto se non agiamo, lo diventerà.
Facciamolo come saggia virtù, allora, prima che sia un imperativo per sopravvivere.
Facciamolo prima con le cose nostre, anche piccole, che pensiamo di dover buttare, ma forse servono, se non a noi agli altri.
Beatitudine premiata dalle generazioni future.
beatitudine non lontana dalle altre, "beati i miti" - dice la seconda - "perchè erediteranno la terra", ma che terra se è distrutta dalle ire e dalla avidità.
mercoledì 9 dicembre 2009
mercoledì 2 dicembre 2009
Anche se il sole sorge ... non è il gallo ...
Quel sottotitolo vuol solo dire che tanti eventi comunicativi sono richiamati falsamente come cause di fenomeni ...
Facciamo cantare i fatti non i comunicatori.
Facciamo cantare i fatti non i comunicatori.
giovedì 26 novembre 2009
Ciance nell'orto
Jardinez et jasez potager, dicono i francesi.
La frase suona benissimo, in francese, in italiano non so come tradurla meglio.
Due ravanelli e due parole, per farsi un amico.
Credo che l'orto diventerà un luogo di socialità e cultura più importante di ogni altro circolo.
La frase suona benissimo, in francese, in italiano non so come tradurla meglio.
Due ravanelli e due parole, per farsi un amico.
Credo che l'orto diventerà un luogo di socialità e cultura più importante di ogni altro circolo.
mercoledì 25 novembre 2009
Per vivere
Un'azienda agricola che dia da vivere su due prodotti: il prodotto agricolo e la formazione che si eroga a chi viene ad imparare a produrre con noi, portandosi via conoscenze, stili di vita, relax, fitness e la sufficienza alimentare.
martedì 17 novembre 2009
Semplicità del messaggio: il bilancio energetico
Ci vuole oggi un messaggio che dia una scossa a tutti ed arrivi a tutti .
Non può essere un'ideologia ma corto come un messaggino.
Devi vivere pareggiando il conto energia: nella tua vita tanto consumi, tanta energia devi provvedere a produrre per rimpiazzare quella consumata.
Se ne consumi di più, sei nello spreco e nel vizio.
La misura della nostra virtù sta nella sobrietà energetica, fuori da questa è tutto vizio e scorrettezza.
Non può essere un'ideologia ma corto come un messaggino.
Devi vivere pareggiando il conto energia: nella tua vita tanto consumi, tanta energia devi provvedere a produrre per rimpiazzare quella consumata.
Se ne consumi di più, sei nello spreco e nel vizio.
La misura della nostra virtù sta nella sobrietà energetica, fuori da questa è tutto vizio e scorrettezza.
Quel che vuoi fattelo, se non puoi scambialo, ma compralo solo se non puoi farne a meno
Quel che ti occorre, è bello e sano produrselo da solo; avere qualcosa fatto da sè qualcosa è una soddisfazione, un piacere che nessun possesso materiale della cosa può dare. E poi non sempre quel che non puoi fare è necessario averlo. fare è qualità della vita, nel fare c'è bellezza
Se proprio devi avere qualcosa che non puoi produrre, ottienilo con lo scambio: scambia qualcosa che hai. scambiare da convivialità e partecipazione tra persone e gruppi. nello scambio c'è la vita sociale.
Comprare va ridotto a quel che proprio ma proprio non si può nè fare ne scambiare. perchè comprare è mercificazione, assenza di rapporto sociale. comprare è solo quantificazione di cose che ci schiavizzano.
Se proprio devi avere qualcosa che non puoi produrre, ottienilo con lo scambio: scambia qualcosa che hai. scambiare da convivialità e partecipazione tra persone e gruppi. nello scambio c'è la vita sociale.
Comprare va ridotto a quel che proprio ma proprio non si può nè fare ne scambiare. perchè comprare è mercificazione, assenza di rapporto sociale. comprare è solo quantificazione di cose che ci schiavizzano.
domenica 15 novembre 2009
Ma c'è una virtù che salverà il mondo?
Oggi ho sentito una lunga 'lezione' di economia legata ovviamente alla crisi in cui stiamo annaspando.
Ciò che mi ha particolarmente sconcertanto è quanto, per inciso, il relatore ha fatto passare:
"Ogni crescita dell'umanità si fonda su un'avidità: avidità di nuove terre, avidità di nuove risorse, avidità di nuove conoscenze, ... anche avidità di donne. "
Sviluppo, crescita ... tutto parte da questa avidità.
Così disse. Ma l'avidità non è mai stata considerata una virtù, mi pare.
A questo punto, come vediamo essere ridotto il pianeta antropizzato dalla nostra avidità possiamo proprio dire che non di crescita si trattava, ma di distruzione.
Se si aggiunge che l'economista che così si esprimeva diceva di essere 'amministratore' di un fondo etico, sostendo che l'economia di etico non possa avere proprio nulla.
Non lasciamoci fregare da un 'economia etica' un ossimoro linguistico! una contraddizione logica!
Uscire dall'economicismo è ormai una necessità, come cercare una virtù che salvi il mondo ...
come la sobrietà. Ed impegnarsi ad aver meno per stare meglio.
Ciò che mi ha particolarmente sconcertanto è quanto, per inciso, il relatore ha fatto passare:
"Ogni crescita dell'umanità si fonda su un'avidità: avidità di nuove terre, avidità di nuove risorse, avidità di nuove conoscenze, ... anche avidità di donne. "
Sviluppo, crescita ... tutto parte da questa avidità.
Così disse. Ma l'avidità non è mai stata considerata una virtù, mi pare.
A questo punto, come vediamo essere ridotto il pianeta antropizzato dalla nostra avidità possiamo proprio dire che non di crescita si trattava, ma di distruzione.
Se si aggiunge che l'economista che così si esprimeva diceva di essere 'amministratore' di un fondo etico, sostendo che l'economia di etico non possa avere proprio nulla.
Non lasciamoci fregare da un 'economia etica' un ossimoro linguistico! una contraddizione logica!
Uscire dall'economicismo è ormai una necessità, come cercare una virtù che salvi il mondo ...
come la sobrietà. Ed impegnarsi ad aver meno per stare meglio.
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