A quanto pare chi studia il fenomeno pubblicità deve essere arrivato alla conclusione che una donna che mostra il culo, un giocoliere, un istrione da tv convince di più di chiunque altro, per far acquistare un prodotto qualsiasi o per far portare dei soldi in banca. Fa specie che uno show ... una pagliacciata, non so come definirla, inviti la gente ad aprire un conto in banca.
In base a cosa si convince la gente, oggi, a spendere i propri soldi? Non sicuramente con la faccia di uno con una professione, di uno che mostri di avere una competenza, di uno autorevole che dia un consiglio.
Se questo è sicuramente motivo per cui io non guardo più alcuna pubblicità, anzi in me si realizza un effetto contraio, una repulsione verso il prodotto, e spero di essere imitato, dall'altro lato, mi chiedo, cosa ci vuole per convincere?
Essere seri a tutt'oggi, non serve, o almeno così pare.
Ci può essere qualcuno che, seriamente, ti prenda per un buffone.
mercoledì 7 gennaio 2009
Seme di grano (2).
L'altro giorno stavo leggendo il Vangelo di Giovanni e incontrai un verso che dice:
"in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo ... se invece muore, produce molto frutto." (Giov 12:24).
Qui qualche riflessione ci vuole.
"in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo ... se invece muore, produce molto frutto." (Giov 12:24).
Qui qualche riflessione ci vuole.
martedì 6 gennaio 2009
La tecnologia non libera. Impegna sempre di più.
Come mi sveglio il mattino devo pensare a cambiar pile, sostituire lampadine, controllare caldaia, resettare un impianto, un apparecchio, reintallare un software ...
Aumenta la tecnologia presente in ogni dove, esponenzialmente aumenta manutenzione, rimpiazzo continuo di ogni cosa. Costi, costi continui.
Scendo nel laboratorio che era di mio papà, in uno scaffale ci sono i suoi attrezzi tutti manuali, scalpelli, pialle ... tutti belli, ordinati ed eterni; dalla mia parte trapani, avvitatori, seghetti ... tutti sempre con dei problemi.
Ciò che ha fatto la manualità di mio padre è di gran lunga superiore, anche in qualità, di quanto mai potrò fare io con quei maledetti strumenti che sono a tempo: un bel giorno li prendi in mano ed han deciso di non funzionare più.
Son sempre a pensare cosa occorre procurarsi o fare per far funzionare questo e quello, non penso mai a quel che voglio fare, l'allestimento prevale sul vero fabbricare l'oggetto.
Esco di casa ed in macchina penso a tutta la manutenzione che devo fare prima o poi alla macchina, rientro e devo scampanellare al citofono.
Cavolo.
Mi telefonano (sì, da sotto casa mi telefonano) che non funziona il citofono.
Aumenta la tecnologia presente in ogni dove, esponenzialmente aumenta manutenzione, rimpiazzo continuo di ogni cosa. Costi, costi continui.
Scendo nel laboratorio che era di mio papà, in uno scaffale ci sono i suoi attrezzi tutti manuali, scalpelli, pialle ... tutti belli, ordinati ed eterni; dalla mia parte trapani, avvitatori, seghetti ... tutti sempre con dei problemi.
Ciò che ha fatto la manualità di mio padre è di gran lunga superiore, anche in qualità, di quanto mai potrò fare io con quei maledetti strumenti che sono a tempo: un bel giorno li prendi in mano ed han deciso di non funzionare più.
Son sempre a pensare cosa occorre procurarsi o fare per far funzionare questo e quello, non penso mai a quel che voglio fare, l'allestimento prevale sul vero fabbricare l'oggetto.
Esco di casa ed in macchina penso a tutta la manutenzione che devo fare prima o poi alla macchina, rientro e devo scampanellare al citofono.
Cavolo.
Mi telefonano (sì, da sotto casa mi telefonano) che non funziona il citofono.
lunedì 5 gennaio 2009
La predica.
"Ma è una predica!!" ... quante volte lo sto sentendo e da quanti. Possibile che non si possa più fare un discorso con un risvolto, dico un risvolto, 'educativo'!!
Dalla rampogna di una madre al figlio, al capitolo dell'Etica a Nicomaco, ... più nulla si sta ad ascoltare perchè subito siamo irritati. Non parliamo di un prete dal pulpito, più nulla si tollera e si accetta come discorso rivolto alla propria persona.
Ma quale sapienza oggi manifestano gli uomini da non tollerare nessun correttivo da nessuno.
Forse mai come oggi han bisogno di prediche, tutti ed io per primo.
Dalla rampogna di una madre al figlio, al capitolo dell'Etica a Nicomaco, ... più nulla si sta ad ascoltare perchè subito siamo irritati. Non parliamo di un prete dal pulpito, più nulla si tollera e si accetta come discorso rivolto alla propria persona.
Ma quale sapienza oggi manifestano gli uomini da non tollerare nessun correttivo da nessuno.
Forse mai come oggi han bisogno di prediche, tutti ed io per primo.
Invidia e avidità
Due vizi dei peggiori.
Ho letto un libro che consiglio a tutti, di Paolo Cacciari, "Decrescita o barbarie", da cui fra mille spunti traggo questo.
Che l'iperconsumismo in cui ci siamo infognati, si basa su due capisaldi che sono girati in positivo dalla nostra cultura post-borghese di eccessi.
L'invidia e l'avidità.
Permeano tutto. Ha ragione l'autore.
Qui bisogna rieducarsi. Totalmente.
I ragazzi a scuola invece che 'educarsi' si esasperano cercando di imitare idoli ed avere oggetti che i compagni già hanno. Ma chi più li educa, chi li toglie da questo giro vorticoso di griffe, gadget, telefonini ...
Tutti vogliamo di più. Sempre. Ora il limite l'abbiamo superato.
Basta.
La "sobrietà", di cui tanto si parla (non solo Cacciari, ma, penso soprattuttto Latouche, e di cui vorrei parlarne anch'io), la costruiamo solo se ci liberiamo di difetti e vizi che una vecchia "educazione", dimenticata da noi e dai i nostri figli, ci aveva già insegnato a starsene alla lontana.
Ho letto un libro che consiglio a tutti, di Paolo Cacciari, "Decrescita o barbarie", da cui fra mille spunti traggo questo.
Che l'iperconsumismo in cui ci siamo infognati, si basa su due capisaldi che sono girati in positivo dalla nostra cultura post-borghese di eccessi.
L'invidia e l'avidità.
Permeano tutto. Ha ragione l'autore.
Qui bisogna rieducarsi. Totalmente.
I ragazzi a scuola invece che 'educarsi' si esasperano cercando di imitare idoli ed avere oggetti che i compagni già hanno. Ma chi più li educa, chi li toglie da questo giro vorticoso di griffe, gadget, telefonini ...
Tutti vogliamo di più. Sempre. Ora il limite l'abbiamo superato.
Basta.
La "sobrietà", di cui tanto si parla (non solo Cacciari, ma, penso soprattuttto Latouche, e di cui vorrei parlarne anch'io), la costruiamo solo se ci liberiamo di difetti e vizi che una vecchia "educazione", dimenticata da noi e dai i nostri figli, ci aveva già insegnato a starsene alla lontana.
giovedì 1 gennaio 2009
Scendere nell'orto
C'è chi è sceso in campo. Sciagura.
Io scenderò nell'orto, e da lì farò qualcosa che voglio proprio realizzare ...
... ma mi ci vuole un po' per dire tutto quel che ho in mente.
Io scenderò nell'orto, e da lì farò qualcosa che voglio proprio realizzare ...
... ma mi ci vuole un po' per dire tutto quel che ho in mente.
2009."DUE-MILA-NOVE!!"
Stamattina guardo bene questa cifra. 2009. La scandisco.
Da ragazzo se pensavo a questa cifra, mi sognavo astronavi e conquiste spaziali nonchè progressi infiniti di scienza e tecnica.
"2001. Odissea nello spazio".
Ora invece su questo pianeta finito, con le risorse finora sprecate che si stanno esaurendo, con rifiuti e ruderi ed ogni resto di tecnologie immanutenibili, dobbiamo gestire una crisi profonda. dove non resta che spegnere quel 'cervello' programmato sul progresso sperando di essere in tempo per fermare un'astronave-pianeta alla deriva ma con un uomo che ancora spera di governare un'emergenza globale.
Come nel film di Kubrik.
Da ragazzo se pensavo a questa cifra, mi sognavo astronavi e conquiste spaziali nonchè progressi infiniti di scienza e tecnica.
"2001. Odissea nello spazio".
Ora invece su questo pianeta finito, con le risorse finora sprecate che si stanno esaurendo, con rifiuti e ruderi ed ogni resto di tecnologie immanutenibili, dobbiamo gestire una crisi profonda. dove non resta che spegnere quel 'cervello' programmato sul progresso sperando di essere in tempo per fermare un'astronave-pianeta alla deriva ma con un uomo che ancora spera di governare un'emergenza globale.
Come nel film di Kubrik.
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